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Secondo il Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market, gli italiani butterebbero via ogni mese circa 3 chili di cibo a testa. Ogni anno, inoltre, secondo la FIPE, i ristoranti getterebbero nei cassonetti 185mila tonnellate di cibo commestibile. Uno spreco totale che vale circa lo 0,6% del PIL, quando potrebbe aiutare milioni di persone in difficoltà.

Per fortuna, sono sempre di più i progetti di solidarietà sociale impegnati nel recupero del cibo in eccesso, supportati anche dalla legge anti-spreco del 2016. In questo ambito si è mossa pure JustEat, che dal 2017 ha lanciato “Ristorante solidale”.

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Una collaborazione virtuosa

“Ristorante solidale” è il primo progetto food delivery volto a sensibilizzare gli italiani contro lo spreco alimentare, favorendo al contempo le donazioni di cibo. Attraverso la sua piattaforma, JustEat mette in contatto i propri ristoranti partner con le famiglie bisognose, raccogliendo piatti ed eccedenze alimentari. Ad ora, il progetto è presente in tre grandi città: Milano, Torino e Roma. Con il patrocinio dei comuni coinvolti, JustEat raggiunge così 25 comunità.

La raccolta viene effettuata dalla giovane impresa PonyZero, impegnata nel delivery urbano con veicoli a zero emissioni.

I pasti vengono poi consegnati alla Caritas, che li distribuisce alle famiglie tramite comunità di recupero, case di accoglienza, case famiglia e mense pubbliche. I volontari segnalano le situazioni più critiche in modo che questo prezioso aiuto arrivi a chi ne ha più bisogno.

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Un progetto di solidarietà che ha incontrato il favore di ristoranti, cittadini e istituzioni. Così lo commenta l’on. Maria Chiara Gadda, proponente della legge antisprechi: “Sprecare non ha senso, mentre recuperare è un bene per tutti. Lo sanno bene Just Eat e Caritas, che grazie alla spinta positiva offerta dalla legge 166 del 2016, hanno creato un progetto che unisce solidarietà e innovazione. Quando una legge cammina sulle scelte di chi sa guardare alle persone più fragili e ai loro bisogni, allora diventa patrimonio culturale della intera collettività”.

Ad oggi i ristoranti aderenti all’iniziativa sono in totale 43. Se sei proprietario di un ristorante di Milano, Torino o Roma, noi di Whet your APPetite ti invitiamo a partecipare a questo progetto: anche il tuo contributo può aiutare i meno fortunati combattendo lo spreco.

Fonti