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Tra gli obiettivi di Deliveroo per il 2019, oltre a consolidare la presenza nel Centro-Nord vi è sicuramente l’espansione della propria rete e del proprio business anche nel Sud Italia. Il General Manager per l’Italia Matteo Sarzana ha annunciato pochi giorni fa l’imminente sbarco del servizio di consegna in alcune città chiave del Mezzogiorno tra cui Palermo e Taranto, che vanno a sommarsi alle altre 34 città in cui il servizio già è disponibile.
Ma il colosso londinese del Food Delivery non dovrà fare i conti solo con la concorrenza di alcuni importanti player del settore come Just Eat, ma anche con realtà locali fortemente radicate e che negli ultimi anni hanno visto crescere utenti e guadagni, prima fra tutte PrestoFood.

Il tutto è nato nel 2013 da un giovane imprenditore catanese, Guido Consoli (classe 1992), che prendendo spunto da quanto stava accadendo nel resto d’Europa decise di portare il food delivery nella sua Sicilia, con l’idea di svecchiare il settore della ristorazione a domicilio, al tempo fortemente legata alla tradizionale e semplice consegna di pizza a domicilio.
Partendo con circa 5.000€ e una manciata di ristoranti partner, la realtà è cresciuta rapidamente fino a diventare una Srl nel 2016. La visibilità ha attirato anche i primi investitori che, insieme a varie campagne di crowdfunding, hanno portato a un considerevole aumento di capitale che ha permesso al servizio di espandersi in grandi città come Palermo, Messina e Reggio Calabria.

PrestoFood.it

La crescita della realtà a livello territoriale è ovviamente andata di pari passo con quella dei dipendenti e collaboratori: all’avvio del servizio a Catania l’azienda poteva contare su tre persone e dieci rider. Oggi gli addetti alle consegne sono oltre 250 (che operano principalmente a bordo di motorini o anche automobili) e la società è gestita grazie a collaboratori e city manager, figure di riferimento dislocate nelle principali città in cui il servizio è attivo.

Durante l’anno appena concluso PrestoFood ha registrato transazioni per oltre due milioni di euro, con ricavi all’incirca del 30% a cui si sommano i 500 mila euro raccolti complessivamente nelle diverse campagne di raccolta fondi. I numeri fanno di PrestoFood la quarta realtà più importante di food delivery attiva nel nostro paese.

Il servizio offerto non ha ormai nulla da invidiare alle grandi realtà del settore: dal sito web, dall’applicazione mobile o addirittura tramite un call center (dedicato ai meno avvezzi alla tecnologia) è possibile ordinare da oltre 200 ristoranti affiliati e i prodotti vengono consegnati in media dopo 30 minuti, da mezzogiorno a mezzanotte.

Basterà tutto questo a spaventare Deliveroo? Probabilmente no, dato che l’impari confronto si percepisce anche solo se si confrontano i ricavi della startup italiana con gli oltre 700 milioni di euro annui su cui può contare il colosso del food delivery provenienti dai soli investitori a Londra. PrestoFood però potrà contare su una solida esperienza e conoscenza territoriale accumulata in cinque anni di intensa ed apprezzata attività. Non ci sarà da stupirsi quindi se qualcuno dovesse avanzare un’importante offerta per acquisire l’intera società, come già avvenuto per altre realtà simili.

Fonti